Fëdor Dostoevskij
Nel corso della sua vita tormentata, tra condanna a morte, esilio in Siberia, problemi di salute e pubblicazione di alcuni tra i massimi capolavori di tutti i tempi, Fëdor Dostoevskij (Mosca 1821 – San Pietroburgo 1881), viaggiando per l’Europa, scopre il gioco d’azzardo, e per quasi dieci anni non riesce più a staccarsene.
Fausto Malcovati, profondo conoscitore della letteratura russa, raccoglie qui alcuni testi che evocano potentemente, e da più angolazioni, quell’esperienza: lettere in cui Dostoevskij racconta buoni propositi e rovesci, l’attrazione fatale della roulette, chiede soldi e promette di smettere; passi del diario e delle memorie della seconda moglie, Anja Grigor’evna Dostoevskaja; pagine dal romanzo Il giocatore e infine l’interpretazione memorabile di Sigmund Freud.