Leila Guerriero
Leila Guerriero nasce a Junín, in provincia di Buenos Aires, nel febbraio 1967. A diciotto anni si trasferisce a Buenos Aires, dove si laurea in Scienze del territorio coltivando in parallelo studi letterari e filosofici. Nel 1991 esordisce come giornalista scrivendo per il quotidiano argentino «Pagina/12». Animo avventuroso, si dedica alla ricerca sul campo, appassionandosi al giornalismo di inchiesta e approfondimento. Nel 1996 entra in pianta stabile nella “Revista” del quotidiano «La Nación» e pubblica con Alfaguara la biografia della regista argentina María Luisa Bemberg per l’antologia Mujeres argentinas.
Dal 2000 si moltiplicano le collaborazioni con giornali e riviste di vari paesi dell’America Latina e con «El País» spagnolo. Continui viaggi stimolano la sua curiosità e la volontà di affrontare temi di ampio respiro.
Con Suicidi in capo al mondo, il suo primo libro, è entrata nelle classifiche dei best seller in America Latina, ed è stata paragonata a Truman Capote e Thomas Wolfe. È convinta che il vento dovrebbe essere vietato dalla legge, che il suicidio non rientri tra le scelte più inspiegabili dell’uomo; non possiede e non vuole possedere un telefono cellulare.