Vasilij Suksin
Vasilij Šukšin nasce nel 1929 ad Altaj, in Siberia, da una famiglia contadina. Il padre viene giustiziato dal regime lasciando moglie e figli in difficoltà; Vasilij deve abbandonare gli studi e lavorare come meccanico, maestro, marinaio e istruttore del partito comunista. Si diploma solo in seguito, sognando di diventare scrittore.
Sua madre vende una mucca per aiutarlo a trasferirsi a Mosca. Lui vorrebbe scrivere sceneggiature, ma nel cinema esordisce come attore. Nel 1964 firma la regia di Così vive un uomo, aggiudicandosi il Gran premio alla Mostra del cinema di Venezia.
Ormai famoso, pubblica un romanzo, alcune opere teatrali e i suoi primi racconti dedicati al mondo contadino.
Viburno rosso nasce come sceneggiatura, per diventare romanzo solo in seguito. È il suo ultimo film, l’unico a colori, da lui stesso diretto e interpretato; grandissimo successo in Unione Sovietica, viene premiato anche al Festival di Berlino. Fassbinder lo consiglia tra i suoi dieci film del cuore.
Da tempo malato di ulcera perforata, Šukšin scappa dall’ospedale per concludere le riprese di Viburno rosso e a film finito muore a Volgograd, nel 1974.