Con la mia sete intatta

”Ma resto solo e vivo, picchio la testa, come vedi scrivo:”
Se si volesse tentare di redigere il catalogo della poesia del Novecento italiano, si tratterebbe d’un lavoro difficile, arduo, forse impossibile. Vale quindi il tentativo di aver tolto Ferruccio Benzoni dall’ombra nella quale poteva cadere.
La sua poesia era ed è il passo notturno delle ‘musiche’ di attesa e stupore, d’una arresa triste dolcezza che guarda e ascolta il quotidiano andarsene del giorno. La sua poesia si fa compagna nella discrezione, nell’etica della decenza, nell’umiltà severa che traccia la linea invisibile del lento pedalare verso casa. Così, in Numi di un lessico figliale:

Nel verde dei suoi occhi aguzzi
riarde un mio futuro
di metrica e di vita.
Di polvere e di metrica
per l’esattezza con cui ho composto
i miei vivi in marmo.
Ma spiove intanto: i fiori
che lei ama avranno tregua.

Gli era caro il segreto silenzioso di un privilegio: quello del dolore che non dà tregua e riconcilia, quanto più è forte, con la vita, consegnandole la cifra indelebile di una adesione ‘appassionata’.
La sua poetica dice di sé quel che può essere compreso e trattenuto a lume di un senso lontano.
Ogni volta è il bisogno di non lasciar al niente il miracolo della bianca pianura della pagina. Da Fedi nuziali:

Solo adesso potrei dire
che l’inverno rifonde
tenendole per sé le memorie.
Francesco Scarabicchi

Collana: Le Ali
Genere: Poesia
Curatore: Dario Bertini
Traduttore:
Illustratore: Luca Mengoni
Prezzo: 25,00 €
Pagine: 400
EAN: 9788871689326
Data di uscita: 29/01/20

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