La meravigliosa utilità del filo a piombo

“Però poi succede, delle volte, ci son dei momenti che il mondo è diverso. Che non so, un po’ di tempo fa, una notte, io e una mia amica dovevamo tornare in macchina da Piacenza e per non dormire, sull’autostrada, c’eravamo messi a cantare. Uno non ci pensa, ma si può cantare forte, in una macchina, sull’autostrada tra Piacenza e Bologna, di notte, non si dà fastidio a nessuno.”
Cosa ci vuole per scrivere?
Magari è un problema di braghe. Se ti sei macchiato le braghe e quelle che ti ha prestato tuo fratello sono troppo grandi, ti scendono, finisce che passi il tempo a tirarle su. Se le braghe cinesi che hai comprato per cinque euro alla bancarella ti sembrano strane, non fai che guardare come ti stanno in tutte le vetrine e gli specchi. E non ti resta il tempo di tirar fuori il taccuino per scrivere quello che vedi. Ecco, per scrivere, è meglio stare nelle proprie braghe.
E dove si scrive? 
A casa tua, accerchiato da boscaioli che potano alberi con la motosega mentre tu cerchi di concentrarti, e ti fanno venire un nervoso che va ancora bene che non succede niente di brutto. Su treni che procedono con andamento che da dentro sembra rettilineo e uniforme, e a casa di Flavio, con le voci che ti chiamano dalla strada, e scopri che ce l’hanno proprio con te.
E cosa si scrive?
Si scrive dei bicchieri infrangibili, che avevano quel nome presuntuoso e così bello, e cosa avrà fatto il primo che ha visto un bicchiere infrangibile andare in mille pezzi, avrà telefonato a qualcuno?
Si scrive di canzoni che in Italia non canteresti nemmeno se ti pagassero, e che in Unione Sovietica in cucine strettissime davanti a una vodka due cetrioli e un pane nero le canti con tanto piacere che quasi vorresti diventassero l’inno nazionale.
Poi si prendono tanti treni, si va dove ci chiamano, si legge ad alta voce con leggero accento emiliano. Si supera il riserbo istintivo, la timidezza, per il piacere che succeda qualcosa, tra le parole e la voce, tra le parole e la musica, che siano percussioni, clarinetti, il canto delle mondine.
Che succeda qualcosa con i lettori che ascoltano, che sentono le parole e l’emozione e la sincerità di chi si espone senza esibirsi mai.
Per dire che è stato bello, che c’era tanta gente, che si è stati bene.
Collana: Gli Alianti
Genere: Narrativa
Curatore:
Traduttore:
Illustratore: Lorenzo Lanzi
Prezzo: 15,00 €
Pagine: 208
EAN: 9788871685878
Data di uscita: 24/03/11

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