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Quarantanove poesie e altri disturbi

Il lago dell’Accesa

Precipitano ripide le sponde
sotto la superficie tersa
del lago dell’Accesa.

Prima del lago la leggenda
narra di un’aia, qui, di contadini
forzati a mietere a Sant’Anna
alla festa del grano, e allora
si apriva un baratro infuocato
che tra le fiamme sprofondava
i buoi, i carri, i mietitori, l’aia.
Diluvia, poi, nella leggenda
e l’alluvione colma il baratro
e resta questo lago.

Perché affili lo sguardo
attraverso il nitore dell’acqua?
Cosa cerchi sul fondo?
Lo sai, la leggenda è menzogna.
Nulla più di uno specchio è quest’acqua.
Immota, fra le sponde
contiene soltanto, rispecchiato, il cielo.

Sensibili e misteriose, le poesie di Cristina Alziati sono nitide visioni dal buio o “dal chiarore dell’inesistenza”.
Toccano ringhiere di cenere, le piante sotto la corteccia.
Provano intimità universali tra chiazze d’ossido, nuvole e terra; raccontano la ruggine dei rovi, deserto che non c’era.
Attraversano grandi stanze semivuote, una piccola folla in cucina.
Salgono le scale in silenzio, scampate al naufragio; viaggiano sui tetti dei treni. “Non temono le spine”.
A undici anni di distanza dal libro precedente, Come non piangenti, torna una tra le voci più potenti e spiazzanti della poesia contemporanea
Collana: Gli Alianti
Genere: Poesia
Curatore:
Traduttore:
Illustratore: Luca Mengoni
Prezzo: 18,00€
Pagine: 96
EAN: 9788892941175
Data di uscita: 22/02/23
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